La curatela
Gianluca Marziani
Il curatore
Curatela scientifica e museale
Lo sguardo curatoriale
Per Gianluca Marziani, THEOPHANIA è un viaggio tra memoria e visione nel quale Giorgio Lupattelli ricompone figure, paesaggi, architetture e frammenti della memoria visiva. Francesco emerge come presenza contemporanea, capace di attraversare storia dell’arte, scienza, spiritualità e cultura del presente.
Prendersi cura affinché guarisca la ferita del tempo. Prendersi cura per trasformare la relazione con lo spazio.
Approfondisci Lo sguardo curatoriale
La curatela scientifica e museale di Gianluca Marziani accompagna THEOPHANIA nella costruzione della sua lettura critica. Nel testo approvato, Marziani descrive Lupattelli come un osservatore capace di analizzare paesaggio reale, media contemporanei, immaginario collettivo e memoria culturale dell’Umbria, ricomponendoli in nuove configurazioni.
Le dodici tavole dedicate alle Laudes Dei Altissimi costituiscono, nella sua lettura, il nucleo generativo del progetto. Intorno ad esse il corpus costruisce un viaggio tra memoria e fantasia onirica, visione e interpretazione, nel quale storia, immaginazione e contemporaneità convivono nello stesso spazio.
Il testo curatoriale integrale approvato costituisce il riferimento critico della sezione.
Gianluca Marziani
Curatore
Critico e curatore d’arte contemporanea, Gianluca Marziani accompagna THEOPHANIA nella costruzione della sua lettura critica e museale. Il suo sguardo riconosce nella ricerca di Giorgio Lupattelli un sistema di relazioni tra memoria, territorio, storia dell’arte e linguaggi contemporanei, restituendone al pubblico la complessità e la forza narrativa.
Approfondisci Gianluca Marziani
Gianluca Marziani cura THEOPHANIA e ne accompagna la costruzione critica e museale.
Nella sua lettura, Francesco d’Assisi assume la dimensione di una figura iconica e universale, capace di attraversare il tempo e di continuare ad agire nella coscienza collettiva. La ricerca di Giorgio Lupattelli viene collocata all’interno di questa continuità, attraverso un linguaggio che intreccia memoria culturale, territorio umbro, storia dell’arte e tecnologie contemporanee.
Marziani individua nel metodo dell’artista un processo di osservazione e ricomposizione; le dodici tavole dedicate alle Laudes Dei Altissimi costituiscono il nucleo generativo di THEOPHANIA.
«Ne nasce un grande viaggio tra memoria e fantasia onirica, tra visione e interpretazione.»
Per R0.1 questa scheda descrive il ruolo documentato nel progetto; la biografia istituzionale completa resta da acquisire in forma approvata.
Il testo critico
Leggi il testo integrale di Gianluca Marziani Critica
San Francesco d’Assisi è una figura iconica di riferimento universale, il santo più popolare e al contempo più rivoluzionario nella sua idea morale di valori evolutivi e azioni civili. Nelle arti è stato interpretato in una miriade di modi e versioni, ascrivibili all’esigenza umana di conservare certe figure nella ragione archetipica del mito, ove risiedono le radici su cui l’umanità costruisce la propria coscienza collettiva.
Giorgio Lupattelli, artista umbro di solido percorso museale, già nel 2001 realizzò una grande pala dedicata al Santo, commissionata dal Comitato Giubilare della Chiesa di Magione, paese natale dell’artista. THEOPHANIA, sviluppato da Scrinium insieme a Lupattelli, rappresenta il naturale sviluppo di un approccio che appartiene al suo tessuto formativo, a un sistema di pensiero che ritroviamo nelle sue sperimentazioni tra disegno, pittura e tecnologie contemporanee.
Nel progetto dedicato a San Francesco si mescolano valori scientifici, filosofici, religiosi, artistici e culturali in senso ampio. Ritroviamo l’Umbria antica dei maestri rinascimentali, Perugino, Raffaello e Giotto, e quella dei grandi contemporanei, da Gerardo Dottori ad Alberto Burri, senza dimenticare gli stranieri che hanno lasciato opere memorabili sul territorio: dal Teodelapio di Alexander Calder alla Calamita Cosmica di Gino De Dominicis, dalla Colonna Infinita di Arnaldo Pomodoro alle Lavagne di Joseph Beuys.
Ne nasce un grande viaggio tra memoria e fantasia onirica, tra visione e interpretazione, uno scandaglio panoramico che ricrea un teatro della memoria viva, del rilascio pedagogico sul fruitore, del tessuto prezioso attraverso il quale si costruisce la vera contemporaneità.
L’approccio di Lupattelli è quello di un osservatore satellitare che analizza ogni fenomeno circostante, dal paesaggio reale ai media contemporanei, dall’immaginario collettivo ai richiami di una memoria archeologica che continua a sedimentarsi nel patrimonio culturale dell’Umbria. Da qui prende forma un processo elaborativo che costruisce una narrazione: figure, paesaggi, architetture, opere pubbliche e frammenti della memoria visiva si combinano in nuove configurazioni, dando origine a mondi nei quali storia, immaginazione e visione convivono nello stesso spazio.
Il modus operandi dell’artista si sviluppa attraverso una lunga fase progettuale nella quale convivono osservazione, ricerca iconografica e sperimentazione tecnologica. Le immagini vengono progressivamente elaborate fino a raggiungere una sintesi compositiva che precede la realizzazione dell’opera. Se ci pensiamo, anche gli artisti rinascimentali costruivano l’architettura del dipinto attraverso studi, schizzi e cartoni preparatori prima dell’esecuzione finale. In questa prospettiva la tecnologia contemporanea non sostituisce il gesto artistico ma ne amplia gli strumenti di ricerca, diventando parte di quel processo che conduce dall’intuizione all’immagine compiuta.
Esistono molti modi di porsi davanti alla figura di Francesco, anche se spesso tutto si riduce al legame con la natura e alle forme della rinuncia. Lupattelli, con intelligenza empatica, ci mostra il Santo nella sua morbidezza ma anche nella sua potenza, nella saggezza che irradia il territorio fisico e le geografie spirituali, nelle azioni di un ragazzo curioso e amorevole, capace di prendere posizione con la nettezza mai volgare degli sguardi giusti, rivolti al futuro mentre ribaltano la stasi delle corruzioni attorno a lui.
Mi piace quando, per prima cosa, osservo la realtà attraverso uno schermo, filtrata per essere processata nel modo ideale. Il motivo per cui uso la pittura non è un esercizio di abilità tecnica, ma perché mi offre un assoluto controllo dell’immagine, del colore e di quegli aspetti che posso gestire in modo speculare al bozzetto.
Le opere raccontano San Francesco in modo sorprendente e attuale, esaltando un genius loci che l’integrità paesaggistica dell’Umbria ancora consente. L’artista interpreta il proprio Francesco con fisionomie del presente e modalità che scavalcano il tempo arcaico, modulando un ritratto, e insieme un autoritratto, da vestire con il nostro sguardo, la nostra cultura civica e il nostro sistema morale.
Il mio San Francesco è un soggetto nel quale chiunque può rispecchiarsi: moderno, attuale, non necessariamente sempre uguale. L’arte visiva è una pausa che ci consente di vedere ciò che guardiamo continuamente senza averne piena contezza.
Nei lavori emergono richiami all’opera informale di Burri e all’imponente Teodelapio di Calder, allo scheletro monumentale di De Dominicis e al paesaggio del Lago Trasimeno, fino alle citazioni dello Sposalizio della Vergine di Raffaello e agli stilemi giotteschi. Citazioni mai casuali che si attivano nel rituale iconografico di Lupattelli e nei suoi paesaggi onirici, dove le regole dello spazio e del tempo vengono continuamente ridefinite.
Le dodici tavole, cuore generativo di THEOPHANIA, sviluppano altrettanti temi ispirati alle Laudes Dei Altissimi e prendono forma anche a partire da alcune intuizioni di Ferdinando Santoro, ideatore dell’innesco progettuale da cui il percorso ha preso avvio. In esse la complessità dei processi trova una sintesi gentile della figurazione, mentre citazioni, simboli e memoria culturale convergono in una visione capace di restituire alla contemporaneità la forza generativa del messaggio francescano.
Gianluca Marziani, testo critico per THEOPHANIA.