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THEOPHANIA La ricomposizione del reale

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Tavola e studio · 26 di 28

Il Tau come sigillo

Il Tau come sigillo, tecnica mista:carboncino, matita, china, acquarello su carta vergata con bordi intonsi, di Giorgio Lupattelli
Giorgio Lupattelli, Il Tau come sigillo. Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa), 2026.
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.

Il Tau, simbolo francescano per eccellenza, attraversa la storia fino al presente, dove compare come gioiello, tatuaggio o segno di appartenenza. Francesco lo restituisce al suo significato originario: un segno di umiltà, salvezza e responsabilità. Il riferimento alla Crocifissione del Perugino colloca questa riflessione nel dialogo tra la tradizione e il linguaggio dell'arte contemporanea

Giorgio Lupattelli

Il Tau come sigillo

2026, Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa)

Sala
Sala degli Artisti
Sequenza espositiva
26 di 28
Inventario
OP-010
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.

Approfondimento

Tra tutti i simboli legati alla figura di Francesco d'Assisi, il Tau è probabilmente il più riconoscibile. Ultima lettera degli alfabeti ebraico e greco e presente anche nella tradizione latina, questo antico segno fu assunto da Francesco come sintesi della propria esperienza spirituale.

Per lui il Tau non rappresentava semplicemente una croce o un emblema religioso. Era il segno di una vita trasformata, dell'umiltà, della salvezza e dell'impegno a costruire il bene attraverso la concretezza dell'esistenza.

L'opera invita a riflettere sul destino dei simboli nel mondo contemporaneo. Oggi il Tau compare frequentemente come pendente, tatuaggio o elemento decorativo. Pur mantenendo una forte capacità evocativa, rischia talvolta di perdere il legame con il significato che ne aveva originariamente motivato l'adozione.

Giorgio Lupattelli riporta il simbolo alla sua dimensione essenziale, collocandolo all'interno di una riflessione più ampia sull'identità e sulla memoria.

La composizione dialoga con la Crocifissione del Perugino, uno dei grandi interpreti del Rinascimento italiano. Il riferimento non è illustrativo, ma mette in relazione due modi diversi di rappresentare lo stesso nucleo simbolico: da una parte la tradizione pittorica, dall'altra il linguaggio dell'arte contemporanea.

In questa prospettiva il Tau diventa un sigillo. Non un marchio esteriore, ma un segno che richiama una responsabilità interiore. Ogni simbolo conserva infatti il proprio valore soltanto quando continua a generare significato nella vita di chi lo accoglie.

THEOPHANIA propone così una riflessione sul rapporto tra memoria e attualità. I simboli non appartengono al passato perché continuano a interrogare il presente. Il Tau attraversa i secoli mantenendo intatta la propria forza, a condizione che non venga ridotto a semplice immagine, ma riconosciuto come invito a un cammino di trasformazione.

Francesco ci ricorda che il vero sigillo non è quello inciso sugli oggetti, ma quello che lascia traccia nella coscienza e nelle relazioni che ciascuno costruisce.

OP-022 · China su carta · cm 29,7 x 42

Lo studio preparatorio

Il foglio da cui nasce la tavola: la stessa composizione ancora allo stato di linea, con le annotazioni a mano dell’artista che nominano i simboli prima che diventino immagine.

Studio preparatorio annotato a mano per Il Tau come sigillo

Giorgio Lupattelli

Studio per Il Tau come sigillo

2026, China su carta, cm 29,7 x 42

Sala
Sale di Messalina, 1ª Sala
Sequenza espositiva
14 di 28
Inventario
OP-022
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.