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THEOPHANIA La ricomposizione del reale

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Tavola e studio · 27 di 28

Opera Maior come corpo composto

Opera Maior come corpo composto, tecnica mista:carboncino, matita, china, acquarello su carta vergata con bordi intonsi, di Giorgio Lupattelli
Giorgio Lupattelli, Opera Maior come corpo composto. Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa), 2026.
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.

Frammenti di immagini, memoria e scrittura convergono in una sola composizione. Sullo sfondo compare un dettaglio della Chartula di Assisi, mentre la figura di Francesco raccoglie e ricompone temi presenti nelle opere precedenti. L'opera richiama l'idea medievale di Opera Maior: un insieme organico nel quale ogni parte trova significato nella relazione con il tutto.

Giorgio Lupattelli

Opera Maior come corpo composto

2026, Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa)

Sala
Sala degli Artisti
Sequenza espositiva
27 di 28
Inventario
OP-011
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.

Approfondimento

Questa tavola occupa una posizione particolare all'interno di THEOPHANIA. Non introduce un nuovo tema, ma raccoglie e ricompone i principali motivi che attraversano l'intero ciclo.

L'artista si ispira all'idea dell'Opera Maior di Giotto, il grande racconto per immagini nel quale gli episodi fondamentali della vita di Francesco trovano unità in un unico organismo narrativo. Anche qui le immagini non vengono semplicemente accostate: dialogano tra loro, costruendo una sintesi nella quale ogni frammento acquista significato attraverso la relazione con gli altri.

Lupattelli riprende elementi provenienti dai quattro grandi dipinti e dalle tavole precedenti, ricomponendoli in una nuova visione. L'opera diventa così una memoria del percorso già compiuto e, nello stesso tempo, una chiave di lettura dell'intero progetto.

Sul fondo emerge un dettaglio della Chartula di Assisi, nella quale si riconosce la scrittura autografa di Francesco. La presenza della fonte non costituisce un semplice riferimento documentario. È il fondamento sul quale si sviluppa tutto il processo creativo.

THEOPHANIA nasce infatti dall'incontro con una testimonianza autentica. L'opera contemporanea non sostituisce la fonte né la illustra. Entra in dialogo con essa, generando nuove possibilità di interpretazione.

La Chartula svolge quindi una funzione silenziosa ma decisiva. È il filo che attraversa l'intero percorso, mantenendo unita la ricerca storica, l'esperienza artistica e la riflessione spirituale.

In questa tavola Francesco diventa il punto di convergenza di tutti questi livelli. La sua figura non appartiene più soltanto alla narrazione della propria vita, ma rappresenta il principio di unità dell'intero organismo THEOPHANIA.

L'opera suggerisce che la conoscenza non si costruisce sommando informazioni isolate. Ogni frammento trova il proprio significato quando viene ricondotto a una visione più ampia, nella quale memoria, arte e fonte documentaria partecipano di una stessa ricerca.

Per questo motivo Opera Maior non rappresenta semplicemente una sintesi del percorso artistico. Diventa l'immagine stessa del metodo attraverso il quale THEOPHANIA prende forma: raccogliere, mettere in relazione e generare una nuova unità.

OP-023 · China su carta · cm 29,7 x 42

Lo studio preparatorio

Il foglio da cui nasce la tavola: la stessa composizione ancora allo stato di linea, con le annotazioni a mano dell’artista che nominano i simboli prima che diventino immagine.

Studio preparatorio annotato a mano per Opera Maior come corpo composto

Giorgio Lupattelli

Studio per Opera Maior come corpo composto

2026, China su carta, cm 29,7 x 42

Sala
Sale di Messalina, 1ª Sala
Sequenza espositiva
15 di 28
Inventario
OP-023
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.