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THEOPHANIA La ricomposizione del reale

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Tavola e studio · 24 di 28

Le stelle come semi del destino

Le stelle come semi del destino, tecnica mista:carboncino, matita, china, acquarello su carta vergata con bordi intonsi, di Giorgio Lupattelli
Giorgio Lupattelli, Le stelle come semi del destino. Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa), 2026.
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.

Francesco è osservato dall'alto, immerso tra una mappa delle costellazioni e una composizione ispirata alle aeropitture di Gerardo Dottori. Il cielo e la terra sembrano fondersi in un'unica visione. Le stelle non indicano un destino già scritto, ma invitano a riflettere sull'orientamento della vita e sulla ricerca di un ordine che attraversa l'universo e l'esperienza umana.

Giorgio Lupattelli

Le stelle come semi del destino

2026, Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa)

Sala
Sala degli Artisti
Sequenza espositiva
24 di 28
Inventario
OP-008
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.

Approfondimento

In questa tavola il punto di vista cambia radicalmente. Francesco è rappresentato dall'alto, quasi fosse osservato dallo sguardo del cielo. La sua figura si colloca tra una mappa delle costellazioni e una composizione che richiama le aeropitture di Gerardo Dottori, uno dei protagonisti del Futurismo italiano.

La prospettiva aerea dissolve il confine tra paesaggio terrestre e spazio celeste. L'uomo non occupa più il centro della scena, ma si inserisce in un universo più ampio, nel quale ogni elemento partecipa a una rete di relazioni.

Le costellazioni non vengono presentate come strumenti di previsione del futuro. Diventano piuttosto immagini dell'orientamento. Fin dall'antichità il cielo ha accompagnato il cammino dell'uomo, offrendo punti di riferimento per il viaggio, la navigazione e la comprensione del tempo.

L'artista riprende questa tradizione per proporre una riflessione contemporanea: il destino non appare come una realtà già determinata, ma come un percorso che prende forma attraverso le scelte, gli incontri e le relazioni.

Il riferimento a Gerardo Dottori amplia questa prospettiva. Le sue vedute dall'alto trasformano il paesaggio in una visione dinamica, nella quale terra, luce e cielo partecipano di un unico movimento. Inserita in THEOPHANIA, questa citazione suggerisce una continuità tra il viaggio fisico e quello interiore.

Francesco non guarda le stelle per cercare risposte predeterminate. Le attraversa come chi riconosce nella creazione un invito a orientare la propria vita. Ogni stella diventa così un seme di possibilità, una chiamata a costruire il proprio cammino nella libertà.

L'opera invita il visitatore a interrogarsi sul significato dell'orientamento. In un tempo nel quale l'uomo dispone di strumenti sempre più sofisticati per conoscere il mondo, rimane aperta una domanda essenziale: quale direzione scegliere?

THEOPHANIA suggerisce che il vero orientamento non nasce dal controllo del futuro, ma dalla capacità di riconoscere il senso delle relazioni che illuminano il cammino, proprio come le stelle guidavano i viaggiatori nella notte.

OP-020 · China su carta · cm 29,7 x 42

Lo studio preparatorio

Il foglio da cui nasce la tavola: la stessa composizione ancora allo stato di linea, con le annotazioni a mano dell’artista che nominano i simboli prima che diventino immagine.

Studio preparatorio annotato a mano per Le stelle come semi del destino

Giorgio Lupattelli

Studio per Le stelle come semi del destino

2026, China su carta, cm 29,7 x 42

Sala
Sale di Messalina, 1ª Sala
Sequenza espositiva
12 di 28
Inventario
OP-020
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.