Grande opera · 1 di 28
THEOPHANIA
Il volto che attraversa il tempo
Opera Maior
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.
THEOPHANIA si apre con un volto. Non è la ricostruzione storica di Francesco d'Assisi, ma l'immagine di una presenza che continua a interrogare il presente. Le scomposizioni e gli slittamenti dell'immagine, ispirati all'estetica del glitch (le interferenze visive tipiche del linguaggio digitale) trasformano il dipinto in un fermo immagine: una pausa nel flusso continuo di immagini che attraversa la nostra quotidianità. La luce, la materia e il dialogo con Alberto Burri invitano così il visitatore a rallentare lo sguardo e a riscoprire ciò che, troppo spesso, osserva senza vedere.
Giorgio Lupattelli
THEOPHANIA (Il volto che attraversa il tempo)
2026, Acrilico su Tela, cm. 120 x180
- Sala
- Sale di Messalina, 1ª Sala
- Sequenza espositiva
- 1 di 28
- Inventario
- OP-025
- Crediti
- Giorgio Lupattelli / Scrinium
- Diritti
- Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.
Approfondimento
Ogni epoca ha immaginato il volto di Francesco secondo la propria sensibilità. Le immagini tramandate dalla tradizione lo rappresentano spesso segnato dalla povertà, dalla sofferenza e dall'ascesi. Giorgio Lupattelli sceglie invece un'altra strada.
Il suo Francesco non vuole essere una ricostruzione storica della persona, ma un'immagine capace di parlare all'uomo contemporaneo. È un volto nel quale ciascuno può riconoscere qualcosa di sé, indipendentemente dal tempo in cui vive.
La figura emerge a mezzo busto, con lo sguardo rivolto verso l'alto, nella direzione della luce. Non è il gesto di chi fugge dal mondo, ma di chi continua a cercarne il significato. La luce non illumina soltanto il volto: diventa il simbolo di una ricerca che attraversa tutta l'esistenza.
Sul fondo compare un'opera di Alberto Burri, costruita attraverso materiali poveri come juta e ferro. La materia, con le sue ferite e le sue imperfezioni, entra in dialogo con il volto di Francesco, suggerendo che anche la fragilità possa diventare luogo di trasformazione.
Il contrasto tra la figura e lo sfondo richiama, per intensità luministica, la grande tradizione caravaggesca. Lupattelli, tuttavia, utilizza il linguaggio dell'acrilico per costruire superfici nette, campiture cromatiche essenziali e progressive scomposizioni dell'immagine. Il volto non appare mai completamente definito: sembra emergere dalla materia e, nello stesso tempo, dissolversi in essa.
Le stimmate e il Tau non vengono presentati come semplici attributi iconografici. Diventano segni di un'identità costruita attraverso un cammino, più che elementi destinati a identificare un santo.
Con questa prima opera THEOPHANIA propone immediatamente il proprio metodo. Non invita a contemplare un'immagine del passato, ma ad entrare in relazione con una presenza che continua a interrogare il presente.
Il volto di Francesco non rappresenta soltanto il protagonista del percorso. Diventa il luogo nel quale ogni visitatore è chiamato a misurarsi con le proprie domande.
L'intero ciclo nasce da questa relazione. Le opere che seguiranno esploreranno il cosmo, il tempo, il corpo, la conoscenza, la natura e il simbolo. Tutte prenderanno avvio da questo sguardo iniziale, che non offre risposte definitive ma apre un dialogo.
In questo senso Opera Maior non è soltanto il primo dipinto della mostra. È la soglia attraverso la quale il visitatore entra nell'universo di THEOPHANIA.