Grande opera · 2 di 28
THEOPHANIA
trittico 1
SVUOTAMENTO
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.
Il cammino di Francesco prende avvio da un gesto di svuotamento. Rivolto verso la luce e con le spalle al tempio ispirato allo Sposalizio della Vergine di Raffaello, egli lascia ciò che lo definiva per accogliere una nuova identità. L'opera racconta l'umiltà non come mortificazione, ma come lo spazio interiore nel quale l'uomo diventa libero di incontrare il vero.
Giorgio Lupattelli
THEOPHANIA (trittico 1)
2026, Olio su tela, cm. 120 x180
- Sala
- Sale di Messalina, 1ª Sala
- Sequenza espositiva
- 2 di 28
- Inventario
- OP-026
- Crediti
- Giorgio Lupattelli / Scrinium
- Diritti
- Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.
Approfondimento
Il primo pannello del trittico rappresenta il momento nel quale Francesco decide di abbandonare tutto ciò che fino ad allora aveva definito la propria identità. Non è soltanto la rinuncia ai beni materiali a essere al centro dell'opera, ma un movimento più profondo: lo svuotamento di sé.
L'artista raffigura Francesco mentre si spoglia, con lo sguardo rivolto verso la luce. Il corpo si orienta in una direzione precisa, mentre alle sue spalle rimane il tempio ispirato allo Sposalizio della Vergine di Raffaello, che a sua volta riprende la celebre composizione del Perugino.
Il tempio non rappresenta un elemento negativo. È il simbolo di un ordine già costruito, di una realtà stabile, della storia e delle istituzioni entro cui l'uomo cresce e si forma. Francesco non lo distrugge né lo rinnega. Semplicemente lo oltrepassa.
Lo svuotamento nasce proprio qui.
Non consiste nel rifiuto delle cose, ma nella disponibilità a non lasciarsi più definire da esse.
Per questo motivo l'umiltà non coincide con la diminuzione della persona. Al contrario, rappresenta la condizione che permette all'uomo di ritrovare la propria misura autentica.
La luce verso la quale Francesco orienta lo sguardo non è ancora una meta raggiunta. È una presenza che lo chiama. L'opera racconta il momento nel quale la ricerca prevale sulla sicurezza, il futuro sul possesso, la relazione sulla proprietà.
THEOPHANIA interpreta così uno degli episodi più celebri della vita di Francesco in una prospettiva profondamente contemporanea. Ogni autentico cambiamento richiede una forma di svuotamento. Ogni trasformazione domanda il coraggio di lasciare ciò che impedisce alla persona di riconoscere la propria vocazione.
La composizione rinascimentale scelta da Giorgio Lupattelli rafforza questa lettura. L'equilibrio geometrico del tempio dialoga con il movimento del corpo di Francesco, creando una tensione tra ciò che appare compiuto e ciò che invece sta nascendo.
Il primo pannello del trittico diventa così la soglia dell'intero percorso di THEOPHANIA.
Non introduce semplicemente la figura di Francesco.
Introduce il metodo stesso del cammino.
Prima di ogni conoscenza, prima di ogni trasformazione, prima ancora della contemplazione del creato, esiste uno spazio interiore che attende di essere liberato.
Lo svuotamento non impoverisce l'uomo.
Lo rende disponibile ad accogliere ciò che ancora non conosce.
È in questa disponibilità che nasce l'umiltà.