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THEOPHANIA La ricomposizione del reale

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Tavola e studio · 20 di 28

Compimento senza fine

Compimento senza fine, tecnica mista:carboncino, matita, china, acquarello su carta vergata con bordi intonsi, di Giorgio Lupattelli
Giorgio Lupattelli, Compimento senza fine. Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa), 2026.
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.

Francesco è raffigurato su un sepolcro aperto che richiama la tradizione della Resurrezione, mentre sullo sfondo compaiono opere di Gino De Dominicis dedicate al tema dell'immortalità. L'opera riflette sul significato del compimento: ciò che appare come una fine può diventare l'inizio di una nuova possibilità. La vita è rappresentata come un cammino che continua oltre ogni conclusione apparente.

Giorgio Lupattelli

Compimento senza fine

2026, Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa)

Sala
Sale di Messalina, 2ª Sala
Sequenza espositiva
20 di 28
Inventario
OP-004
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.

Approfondimento

Francesco è disteso su un sepolcro aperto, la cui forma richiama quello raffigurato dal Perugino nelle scene della Resurrezione. L'immagine non insiste sul tema della morte, ma sullo spazio che essa apre.

Il sepolcro diventa una soglia. Non rappresenta il termine di un percorso, bensì il luogo nel quale ogni conclusione può trasformarsi in un nuovo inizio.

Attorno a questa immagine si sviluppa un dialogo con l'opera di Gino De Dominicis, artista che ha dedicato gran parte della propria ricerca al rapporto tra tempo, immortalità e limite della condizione umana.

Sullo sfondo compare Immortalità, mentre nella parte inferiore è richiamato il progetto della Calamita Cosmica, una delle opere più significative di De Dominicis. In entrambi i casi il riferimento non ha funzione illustrativa: introduce una riflessione sul desiderio umano di oltrepassare il limite e di interrogarsi su ciò che permane oltre il tempo.

L'incontro tra Francesco e De Dominicis costruisce così un dialogo inatteso tra due linguaggi molto distanti. Da una parte la tradizione cristiana, nella quale la morte rappresenta un passaggio; dall'altra una ricerca artistica contemporanea che esplora il mistero dell'immortalità attraverso il simbolo e la materia.

THEOPHANIA non cerca di sovrapporre queste prospettive. Le mette in relazione, lasciando emergere una domanda comune: che cosa significa compimento?

L'opera suggerisce che il compimento non coincida con la chiusura di un'esperienza. Ogni traguardo custodisce la possibilità di una nuova apertura, ogni conclusione genera una trasformazione, ogni fine rimanda a una continuità che supera il tempo misurabile.

Francesco diventa così la figura che attraversa questa soglia. La sua presenza non indica una risposta definitiva, ma invita a contemplare il compimento come un processo sempre aperto, nel quale la vita continua a generare significato.

OP-016 · China su carta · cm 29,7 x 42

Lo studio preparatorio

Il foglio da cui nasce la tavola: la stessa composizione ancora allo stato di linea, con le annotazioni a mano dell’artista che nominano i simboli prima che diventino immagine.

Studio preparatorio annotato a mano per Compimento senza fine

Giorgio Lupattelli

Studio per Compimento senza fine

2026, China su carta, cm 29,7 x 42

Sala
Sale di Messalina, 1ª Sala
Sequenza espositiva
8 di 28
Inventario
OP-016
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.