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THEOPHANIA La ricomposizione del reale

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Tavola e studio · 18 di 28

Cosmo come corpo vivente

l cosmo come corpo vivente

Cosmo come corpo vivente, tecnica mista:carboncino, matita, china, acquarello su carta vergata con bordi intonsi, di Giorgio Lupattelli
Giorgio Lupattelli, Cosmo come corpo vivente. Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa), 2026.
Crediti: Giorgio Lupattelli / Scrinium.

Francesco è immerso in un universo nel quale elementi cosmici e forme della vita condividono lo stesso spazio: pianeti, acqua, neuroni, cellule e materia sembrano appartenere a un unico organismo. Sullo sfondo, l'opera di Alberto Burri introduce il tema dell'origine e della trasformazione. La composizione suggerisce che la vita sia un processo continuo, nel quale ogni passaggio partecipa di un ordine più grande.

Giorgio Lupattelli

Cosmo come corpo vivente

2026, Tecnica Mista:carboncino, matita, china, Acquarello su carta vergata con bordi intonsi, cm. 50 x 70 (circa)

Sala
Sale di Messalina, 2ª Sala
Sequenza espositiva
18 di 28
Inventario
OP-002
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.

Approfondimento

L'opera propone una visione unitaria della realtà. Francesco non osserva il cosmo dall'esterno: ne è parte integrante. Attorno a lui convivono corpi celesti, molecole d'acqua, cellule germinali e un neurone, immagini che appartengono a scale molto diverse dell'esistenza ma che vengono ricondotte a un unico principio vitale.

L'artista costruisce così un dialogo tra universo e vita biologica, suggerendo che ciò che accade nell'infinitamente grande e nell'infinitamente piccolo appartenga a una medesima trama di relazioni.

Sul fondo compare un riferimento all'opera di Alberto Burri. La sua superficie scura può essere letta come una soglia: un luogo dal quale tutto sembra emergere o nel quale tutto sembra ritornare. Più che rappresentare uno spazio fisico, introduce una riflessione sull'origine, sulla trasformazione e sul mistero che accompagna ogni forma di esistenza.

La presenza della formula del Primo Principio della Termodinamica amplia ulteriormente questa prospettiva. In fisica, l'energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma continuamente. Inserita nel contesto dell'opera, questa legge scientifica entra in dialogo con la visione francescana dell'esistenza, nella quale la morte non rappresenta un annientamento ma un passaggio.

THEOPHANIA non propone una sovrapposizione tra scienza e fede, né intende dimostrare una corrispondenza tra linguaggi diversi. L'opera mette piuttosto in relazione prospettive che, pur nascendo in ambiti differenti, condividono una stessa domanda sul significato della vita, della materia e della trasformazione.

Francesco diventa così il punto di equilibrio tra questi linguaggi. La sua presenza invita a contemplare il cosmo come un organismo vivente, nel quale ogni elemento trova senso nella relazione con gli altri. L'universo non appare come un insieme di parti isolate, ma come una realtà dinamica che continuamente si trasforma, mantenendo la propria unità.

OP-014 · China su carta · cm 29,7 x 42

Lo studio preparatorio

Il foglio da cui nasce la tavola: la stessa composizione ancora allo stato di linea, con le annotazioni a mano dell’artista che nominano i simboli prima che diventino immagine.

Studio preparatorio annotato a mano per Cosmo come corpo vivente

Giorgio Lupattelli

Studio per Cosmo come corpo vivente

2026, China su carta, cm 29,7 x 42

Sala
Sale di Messalina, 1ª Sala
Sequenza espositiva
6 di 28
Inventario
OP-014
Crediti
Giorgio Lupattelli / Scrinium
Diritti
Diritti di utilizzazione, esposizione e riproduzione: Scrinium.